Casere Chisalizza

L’area delle Carese Chisalizza si apre ai piedi dell’esteso versante settentrionale del M.te Testa Grande rivestito da estese faggete sul lato nordoccidentale ( quote 729 – 816 ) poco a monte delle Sorgenti del Torre.

Il curioso agglomerato di stavoli con la chiesetta di Sant’ Agostino può essere considerato a pieno titolo villaggio rurale, piuttosto che complesso di casere. Esempio che rispecchia la cultura e le tradizioni slave presenti nelle Prealpi Giulie, riconducibili ad analoghi esempi della vicina Val Resia.

L’area di Chisalizza è caratterizzata dal classico prato/pascolo submontano ricavato in seguito a disboscamento e successivamente adattato per lo sfruttamento differenziato ( prato da sfalcio, pascolo, campi coltivati, ecc.) che si possono ancora oggi osservare sopra il promontorio che fronteggia la galleria a valle della sorgente, sul punto dove l’antico sentiero per Chisalizza si innesta con quello che dall’alta valle Musi conduceva un tempo a Lusevera.

Un primo limitato insediamento rurale a Chisalizza viene fatto risalire negli anni 1850-1860 dove sicuramente esistevano già alcuni fienili o ricoveri per il bestiame.

Risale al 1912 una prima citazione inerente le Casere Chisalizza quando vengono indicate come “stavoli”, costruzioni che si differenziano di molto dalle malghe carniche.

Successivamente viene pubblicata una analisi dettagliata dell’area, elencandone 26 belle costruzioni in muratura, più o meno grandi, ben rifinite e generalmente a due piani con tetto a due falde, cisterna per l’approvvigionamento idrico e l’ordinata suddivisione catastale con i prati e i campetti coltivati, da cui si ricavano notevoli quantità di foraggi e ottimi prodotti agricoli.

Al centro del villaggio rurale c’è la chiesetta dedicata a Sant’Agostino ( 354 – 430 ) eretta nel 1934 a seguito della posa di una campana già nel 1925 , quale desiderio e voto di Culino Giovanni, capo borgo a Chisalizza e sacrestano presso la chiesa di Pradielis, e Culetto Angela, che dedicò lavoro volontario e risparmi propri per erigere la chiesetta.

Oratorio amato e frequentato dalle popolazioni locali, soprattutto il 28 agosto, data della nascita del Santo avvenuta a Tagaste nel 354 e noto quale studioso del cristianesimo. Dopo l’investitura sacerdotale a Ippona e fondato l’ordine che porta il suo nome, nel 396 è ordinato vescovo. La sua vita è improntata alla divulgazione del cristianesimo attraverso l’imponente opera di 13 libri delle Confessioni, l’opera più alta della spiritualità cristiana.

In passato la vita del villaggio iniziava ai primi di maggio, quando le famiglie di Pradielis al completo si trasferivano con gli animali per le tradizionali attività stagionali. L’esodo stagionale vedeva una cinquantina di persone con mucche, pecore, capre e maiali trasferirsi a Chisalizza fino alla fine di settembre. Dopo i primi lavori di pulizia delle abitazioni e dei pascoli, iniziava la vita dell’alpeggio che era improntata alle produzioni agrarie, a quelle casearie ed alla raccolta dei frutti, parte delle quali venivano vendute o scambiate nelle città di pianura, parte conservate per uso privato ed i frutti generalmente venivano venduti alle distillerie Candolini di Tarcento.

Allora i trasferimenti ed il trasporto dei prodotti avvenivano prevalentemente a piedi e con calessi.

Dopo la seconda guerra mondiale e l’evento della industrializzazione, le attività della montagna vennero gradualmente abbandonate, come del resto in buona parte della montagna.

Ne seguì il progressivo inselvatichimento dei prati e la riconquista degli elementi del bosco primitivo, quali carpino nero, acero di monte, frassino, faggio, ontano, ciliegio selvatico, maggiociondolo di quelle aree prative un tempo curate.

In seguito ai terremoti del 1976 che colpirono l’alto Friuli, le Prealpi Giulie e la Carnia, anche l’area di Chisalizza ne fu coinvolta subendo gravissimi danni.

Attualmente alcune abitazioni sono state ricostruite ed anche la chiesetta dopo un primo intervento avvenuto nel 1983, con in contributo della Comunità Montana Valli del Torre, ha avuto nel 2002 un’ulteriore intervento di ristrutturazione sul manto di copertura e sugli interni.

La quarta domenica di agosto viene organizzata una manifestazione in occasione della festa di Sant’Agostino che richiama sempre un maggior pubblico composto oltre che dagli abitanti del Comune anche da persone che abitualmente frequentano l’Alta Val Torre.

Dal 1990 le Casere Chisalizza sono facilmente raggiungibili tramite una pista forestale, chiusa al traffico veicolare, che ricalca pressoché l’antico tracciato della lunghezza di circa due chilometri. La pista forestale prosegue poi verso la località casere Cripizza che dista circa due chilometri da Casere Chisalizza. In futuro la pista dovrebbe poi raggiungere Passo Tanamea. Da Casere Cripizza parte il sentiero che porta sul Monte Testa Grande ( Gran Monte ) .

La pista forestale inizia cinquecento metri ( subito dopo il secondo tornante ) dopo le Sorgenti del Torre sulla destra della strada statale che porta a Passo Tanamea

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