Chiesa di Lusevera

foto031.jpgSul colle di Lusevera si trovano la chiesa ed il cimitero. Quella che si può visitare oggi è la chiesa restaurata dopo il terremoto del 1976. All’interno, una lapide scritta in latino e nel dialetto sloveno locale ricorda che sullo stesso luogo si trovava una chiesa precedente , quella distrutta dal sisma del 1976.

Tale chiesa era stata costruita dal 1859 al 1863, su progetto di Girolamo d’Aronco. Prima c’era la chiesa costruita tra il 1738 ed il 1748. Era piccola e circondata dal cimitero. Ci sono inoltre testimonianze certe di una precedente chiesa del 1300, in stile gotico. L’architetto Gianni Avon che ha progettato l’attuale costruzione ha inserito la memoria “materiale” delle tre chiese precedenti: a sinistra, vicino alla grande finestra, sono murati due mascheroni gotici.

All’ingresso, c’è l’acquasantiera della chiesa del d’Aronco. La parete destra è quasi tutta occupata dagli archi della cella campanaria del vecchio campanile. Il battistero in pietra è datato 1738 e firmato “Antonio de Montegnacco”. La porta del tabernacolo è quella della chiesa precedente, il cui altare maggiore era stato realizzato dall’udinese Gregorutti.

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Organo della Chiesa di Lusevera

Anche l’organo è firmato e datato: sopra la tastiera si legge: “Octavum quartum opus M.Petri Nachini anno 1743”.

Infine le due mirabili pale d’altare collocate ai due angoli dell’ingresso: a destra la pala del 1776 raffigurante la Madonna con San Andrea e San Giorgio; a sinistra l’altra del secolo scorso raffigurante la Madonna col bambino.

Un’opera interessante e singolare nella nuova chiesa di Lusevera è la Via Crucis, dipinta su quattro pannelli di legno di 40 x 110 cm. nello stile delle icone.

Quella dell’icone è la maniera orientale e slava di rappresentare pittoricamente i misteri della fede cristiana. E’ il modo ortodosso di mediare tra spirito e materia tra l’anima ed i sensi.

D’altra parte, quella della Via Crucis è una devozione occidentale. Il credente medita sul percorso da Gerusalemme al Golgotha fatto da Gesù dopo la sua condanna a morte. La vicenda dolorosa del Figlio di Dio diventa la chiave di lettura ed il modo di vedere ed interpretare la vita, la sofferenza e la morte del credente.

In quest’opera la comunità cristiana di Lusevera legge la sua storia come la strada della fedeltà alla Parola, percorsa di generazione in generazione, in un’ascesi quasi sempre dolorosa, ma che ha il suo sicuro esito nella risurrezione.

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