Chiesetta alpina “Madonna della guardia”
La frazione di Pers agli inizi del ‘900 faceva parte del Comune di Montenars, per passare poi nel 1926 sotto il Comune di Artegna. Al termine della seconda guerra mondiale ritornò nuovamente a far parte del Comune di Montenars e solo nel 1958 trovò la definitiva collocazione ( dopo pressanti richieste dei suoi abitanti ) nel Comune di Lusevera. Il torrente Vedronza segna il confine fra il Comune di Montenars e quello di Lusevera. A seguito di questa divisione parecchie persone, originarie di Pers, possiedono ora terreni situati all’interno del territorio comunale Comune di Montenars.
Nel periodo antecedente il 1958 parecchi Uffici Pubblici ( Catasto, Carabinieri, Pretura ecc.) erano ubicati a Gemona del Friuli così chi aveva necessità di fare qualche documento o di sbrigare qualche pratica doveva sorbirsi una camminata di parecchie ore attraversando Sella Foredor fra i monte Cuarnan ed il monte Chiampon.
Durante la Seconda Guerra Mondiale tutte le famiglie erano costrette ad andare a piedi fino ad Artegna per acquistare i generi alimentari ( con la famosa “tessera” ) poiché la frazione in quel periodo gravitava sotto quel Comune.
Pers è stata l’ultima frazione del Comune di Lusevera ad essere stata raggiunta da una strada carrozzabile ( l’asfaltatura arrivò quando ormai non c’era più alcun abitante ) ed anche l’ultima ad avere avuto la disponibilità dell’energia elettrica.
Per raggiungere i paesi più vicini i suoi abitanti dovevano camminare a piedi lungo i vari sentieri per ore. Anche a causa di questo isolamento che è durato fino agli anni ottanta non era possibile esercitare attività che si discostassero dall’agricoltura e dalle attività boschive. Per portare a vendere i prodotti agricoli solitamente si raggiungeva prima Vedronza, attraverso i sentieri recentemente ripristinati, e poi Tarcento.
Parecchi abitanti dovettero emigrare altrove in cerca di lavoro, ma nonostante ciò Pers negli anni quaranta contava oltre 250 abitanti. Il paese era diviso in tre distinti borghi: borgo Sgarban, il primo giungendo da Cesariis, borgo di mezzo e borgo Mulinars nella parte più alta verso Gemona.
Fino al 1968 Pers era dotato anche di una scuola elementare e fino agli anni settanta c’era una latteria turnaria, senza casaro, dove giornalmente si producevano due forme di formaggio. Non c’erano negozi di alimentari ed il pane veniva trasportato da Pradielis due volte alla settimana e distribuito nell’unico bar - ritrovo esistente. Nel bar si trovava anche l’unico telefono della frazione che fu installato nel 1960.
I fedeli per poter assistere alle funzioni religiose dovevano recarsi ogni domenica a Flaipano ( camminando a piedi lungo un sentiero abbastanza impegnativo per quasi un’ora ) fino al 1947 quando il 2 giugno venne inaugurata la chiesa, realizzata in località “Slaifera” nei pressi del borgo Sgarban.
Il terremoto del 1976 ha completamente distrutto la chiesa ed anche tutte le abitazioni di Pers. L’unica costruzione che ha resistito alla furia del sisma è lo scantinato delle scuola elementare. Fortunatamente c’è stato soltanto un morto e solo qualche ferito fra i pochi abitanti che ancora popolavano la piccola frazione. A seguito del sisma anche questi, pur con molto rammarico, decisero di abbandonare il paese ad esclusione di Doro Cragnolini che per parecchi anni continuò a vivere nell’unica casa ricostruita in borgo Sgarban assieme all’anziana madre Eugenia.
La meta prescelta dagli emigranti, oltre la Francia la Germania e la Svizzera, è stata fin dall’inizio la città di Genova dove ora si contano decine di oriundi. Ed è proprio a Genova che nel 1946 si organizzò una sottoscrizione per acquistare la statua lignea della Madonna della Guardia che venne poi collocata nella chiesa appena costruita. Si festeggiava la Madonna della Guardia la prima domenica di marzo.
Questa statua è l’unico ricordo che è stato salvato della chiesa preesistente e dopo il sisma è stata custodita per parecchio tempo nella chiesa di Stella di Tarcento prima di venir trasferita a Tarcento presso l’alpino Tranquillo Marchiol per essere restaurata.
Proprio sull’insistenza di quest’ultimo si è deciso di costruire l’attuale chiesetta che è stata progettata da Dino Gatti. I lavori sono iniziati alla fine del 1999 e terminati nel 2002. L’11 agosto dello stesso anno è stata inaugurata dall’arcivescovo di Udine Monsignor Brollo. La prima messa è stata celebrata dal parroco di Segnacco Don Renato Zearo il 7 settembre.
Vanno ringraziati in particolare Tranquillo Marchiol originario di Pers ( e proprietario di una delle poche case ricostruite dopo il terremoto ) e Dino Gatti di Segnacco che proprio a Pers ha acquistato la “casa ai monti”.
Con il loro intervento volontario, e con l’aiuto di poche altre persone, è stata realizzata la bella chiesetta che rimarrà a ricordo delle tante fatiche che i “brieseni” ( così vengono chiamati gli abitanti di Pers nel dialetto locale ) hanno dovuto fare durante la loro permanenza nel paesetto alle pendici del Cuel di Lanis.
L’amministrazione Comunale di Lusevera ha contribuito parzialmente all’acquisto del materiale necessario alla costruzione mentre una pubblica sottoscrizione ( alla quale hanno partecipato sia privati cittadini che associazioni del Comune di Lusevera ) ha permesso di reperire il resto del denaro.
Da segnalare una gradita offerta pervenuta anche dalla vicina Austria da parte della signora Wilhelmine Kail in memoria del marito dr. Fridrich, morto l’anno prima, che era un dirigente della Croce Rossa Austriaca.
A distanza di parecchi anni sono stati resi nuovamente agibili parecchi sentieri che un tempo venivano usati con molta assiduità dai “ brieseni ” nei loro trasferimenti verso Vedronza, Pradielis, Flaipano e Gemona.



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