La Madone de Pas
Segnalazione utile in particolare a chi effettua il circuito del monte Bernadia in mountin bike.
Salendo da Ramandolo verso la cima del monte Bernadia si attraversa l’abitato di Sedilis. A circa metà paese di trova la chiesa di Santa Giuliana.
CHIESA DI SANTA GIULIANA:
All’interno si trovano un lacerto di affresco del XIV secolo raffigurante tre apostoli; la pala dell’Ascensione del XVII secolo d’autore ignoto; un crocefisso databile XVII/XVIII secolo di notevole qualità artistica; una croce stile ‘700; tre affreschi di Domenico Fabris, fine ‘800, con San Giuseppe, Sant’Antonio da Padova e San Luigi Gonzaga; la statua lignea di Sant’Antonio del XVIII secolo. Tutte queste opere sono state recuperate dalla chiesa distrutta dal terremoto del ’76.
Interessanti sono le vetrate policrome dell’artista padre Fiorenzo Gobbo: la Creazione nella monofora, lo Spirito Santo nel rosone, i borghi di Sedilis in quelle di fondo, il Mistero dell’incarnazione sul lato sinistro e sei episodi evangelici nel coro.
Una semplice passeggiata a piedi per le strade di Sedilis, soprattutto in primavera o durante il tempo della vendemmia, può offrire lo spettacolo delle vedute panoramiche sulla sottostante conca tarcentina da un lato e sulla piana di Nimis dall’altro, unito al piacere di una sosta all’ombra delle frasche più tipiche, dove assaggiare i prodotti genuini di queste terre. Superato Sedilis si raggiunge Useunt e Coceano. Le due borgatelle aggrappate al versante caldo della Bernadia sono molto antiche e rappresentano gli unici insediamenti abitati sulla parte carsica del massiccio montuoso.
Grazie all’affioramento di rocce impermeabili ed alla conseguente possibilità di captare acqua dai pozzi, Useut e la sottostante Coceano erano un tempo due centri rurali popolati che adesso contano pochi abitanti.
Nei pascoli che precedono Useunt si notano le tracce di antichi terrazzamenti con muri a secco, che anticamente delimitavano le superfici coltivate da quelle destinate al pascolo del bestiame, attività molto praticata in Bernadia sin dai tempi remoti.
In questa zona è anche possibile vedere le fondamenta in cemento che sorreggevano il grande pilone della teleferica della Bernadia, una struttura utilizzata durante la costruzione del forte militare del monte Lonza , per trasportare dalla sottostante zona di Crosis i principali materiali da costruzione: sabbia e acqua, mancanti in Bernadia. Sul costone settentrionale di tale area prativa, che si incontra all’altezza del tornante, poco prima di Useut, ottime sono le viste sul monte Stellae la sottostante valle del Torre. In questi prati fioriscono tipiche piante alpine, come genziane e genzianelle, valeriane montane e ginepri nani.
CHIESETTA DE “MADONE DE PAS” (MADONNA DELLA PACE)
Situata a Useunt, sulla strada panoramica che con i suoi ripidi tornanti conduce in cima al monte Bernadia, è un esempio di come la gente di queste terre abbia saputo ricostruire sempre la propria identità e la propria fede nonostante le sciagure abbattutesi sul territorio.
Distrutto tre volte ( da due guerre e da un terremoto ) e tre volte ricostruito, il piccolo santuario che all’interno presenta un bellissimo altare con pietra carsica locale, offre all’esterno una spettacolare vista sulla pianura friulana. Tra fine luglio ed inizio agosto il santuario ospita celebrazioni ecumeniche e riflessioni interculturali sui temi della pace, della convivenza e del multiculturalismo. La festa, che vede la partecipazione di autorità politiche e religiose provenienti da più stati esteri, è anche occasione per eventi culturali che coinvolgono la sottostante Sediliis ed il forte del monte Lonza.
Pochi passi dal tornante dopo Useunt, lungo il sentiero delle doline, in località Staj, si incontrano i resti di una dozzina di costruzioni in pietra molto piccole, a base quadrata e generalmente addossate a pareti rocciose.
Si tratta con molta probabilità delle rovine di un antico villaggio stagionale usato da pastori che praticavano in Bernadia la monticazione estiva del bestiame. Simili insediamenti, sul modello della planina ( piccola stalla-fienile in pietra con tetto in paglia), si incontrano altrove nelle zone un tempo abitate da popolazioni di origine slava.


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