Escursione dell’abisso di Vigant

foto017.jpgSEGNAVIA BIANCO-ROSSI CONTRADDISTINTI DALLA LETTERA “L”

L’escursione prende il via dall’Osteria con Cucina “La Zucule” per muovere i primi passi verso la piazza principale di Villanova delle Grotte (680 mt.). Da qui passando a sinistra del cimitero imbocchiamo la strada che scende verso B.go Zajama, seguendo i segnavia bianco-rossi contraddistinti dalla lettera “L”.
Proseguiamo fino all’ultima casa della borgata dove abbandoniamo la rotabile che risale a sinistra (0,4 km - 658 mt.) e nel tratto successivo percorriamo una breve carrareccia che porta verso un depuratore (0,6 km) e raggiuntolo imbocchiamo un sentiero con una sezione non molto ampia che scende a fondovalle.
Poche decine di mt. più avanti proseguiamo diritti ignorando un primo sentiero che continua verso destra (0,7 km - 621 mt.) e subito dopo un altro a sinistra che sale verso l’ingresso alla grotta Doviza meritevole comunque di una visita. La grotta Doviza, o grotta vecchia di Villanova, è stata una delle prime grotte ad essere esplorata nella zona (1893) e si apre con 2 ingressi sul versante della valletta Ta pot Cletia, in cui scorre il Rio Tanaloho. La grotta è costituita da un complicato reticolo di gallerie suborizzontali, intervallate da brevi salti, originatesi dall’azione di 5 piccoli corsi d’acqua. La cavità si sviluppa per circa 5500 mt. quasi interamente all’interno del banco calcareo eocenico denominato “Banco della Doviza”, mentre solo nelle parti più profonde l’erosione ha posto in luce le sottostanti rocce marnoso-arenacee.
Raggiunto il fondovalle (0,8 km - 608 mt.) risaliamo brevemente per raggiungere la strada asfaltata dove incrociamo il circuito del M.te Bernadia che scende da sinistra. Da qui in avanti il Circuito dell’Abisso di Vigant, quello del M.te Bernadia e quello delle Grotte si sviluppano sullo stesso itinerario per circa 2 km e mezzo fino a B.go di Mezzo. Lungo questo tratto troveremo i segnavia L e D.
L’itinerario procede a destra, con un tratto in leggera discesa, fino all’abitato di B.go Vigant. Già da qui si può ammirare un bel panorama sulla pianura friulana oltre la gola fra il M.te Bernadia a destra ed il M.te Cladis a sinistra. Dal caratteristico borgo, poco prima di una fontana, scendiamo lungo un’ampia mulattiera lastricata in pietra che collega B.go Vigant a B.go Sturma passando a fianco l’ingresso dell’abisso dove si consiglia una sosta per una interessante visita. I lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2005 permettono di visitare agevolmente la parte iniziale dell’abisso vero e proprio il cui ingresso misura 10 mt. per 8.
L’infiltrazione delle acque del Rio Tanaloho all’interno degli strati calcarei che formano la soglia della valle, ha dato origine all’imponente abisso con la conseguente formazione di una valle cieca. Dal grandioso ingresso le acque, superando un dislivello di oltre 250 mt. ed un percorso di 1500 mt. di gallerie, rivedono la luce uscendo dalla sottostante grotta Pre Oreak nella val Cornappo.
L’abisso è formato da una galleria principale molto ampia, interrotta da vari pozzi, il più profondo dei quali misura 96 mt. ed è largo una quindicina. Le prime esplorazioni risalgono al 1896 e negli anni successivi vari gruppi di speleologi penetrarono nella grotta scoprendo varie gallerie. Solo nel 1965 però uno speleosub immergendosi nella grotta Pre Oreak riuscì a superare la galleria sifone lunga una quarantina di mt., riemergendo nella parte più profonda del Vigant, dimostrando così anche il collegamento tra le due grotte. In una delle varie penetrazioni all’interno dell’abisso vennero scoperti resti ossei di animali vissuti durante l’ultimo periodo glaciale.
La grotta Pre Oreak costituisce pertanto la parte terminale del Vigant. Recentemente è stato rilevato un ingresso superiore dell’Abisso di Vigant, che porta il dislivello totale di questa grotta a 280 mt.. Nell’area antistante è stata realizzata un’area pic-nic con un tavolino e 2 panchine per un’eventuale breve sosta.

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Circa 300 mt. oltre l’accesso all’abisso di Vigant abbandoniamo la storica mulattiera (2,1 km - 589 mt.) per imboccare un sentiero che si stacca sulla sinistra. Il quale, dopo una brevissima ascesa scende leggermente e dopo aver superato un tratto in falsopiano, dove è richiesta un po’ di prudenza a causa di una scarpata a strapiombo sulla sinistra (2,3 km - 575 mt.), e l’alveo del Rio Preoreach riprende nuovamente a salire attraversando una zona dove la vegetazione è meno fitta. Nel percorrere questo tratto spesso il paesaggio si apre sulla pianura friulana, sulla stretta vallata che porta a Taipana e sul M.te Cladis (839 mt.).
Attraversato l’ennesimo ruscello (2,9 km - 610 mt.) proseguiamo nell’avvicinamento a B.go di Mezzo che raggiungiamo dopo una brevissima salita finale (3,4 km - 622 mt.) attraversando una piccola abetaia. Raggiunta la rotabile proseguiamo a destra in direzione di Villanova delle Grotte lungo un tratto asfaltato, dove il traffico veicolare è molto scarso e la cui pendenza, non molto sensibile, rende gradevole la camminata.
In prossimità della chiesa di Chialminis (3,7 km - 685 mt.) si può ammirare, sulla destra, per l’ultima volta un bel panorama sulla pianura sottostante. Poco oltre la chiesa, sulla sinistra, troviamo la Trattoria “Al Bernadia” rinomata per la sua ottima cucina.
Proseguiamo sulla strada principale del piccolo borgo fino ad un centinaio di mt. dopo l’ultima abitazione (4,3 km - 693 mt.) per poi scendere lungo la strada che porta al cimitero del paese. Sulla destra si offre all’escursionista un ampio panorama sui M.ti Postoncicco, Musi e Gran Monte. Poche decine di mt. oltre il muro di cinta (4,4 km - 683 mt.) ad una biforcazione ignoriamo la pista forestale che scende bruscamente a destra ed imbocchiamo un caratteristico sentiero che ci riporta a Villanova. Quest’ultimo alternando tratti con leggere pendenze a tratti in falsopiano si sviluppa all’interno di una vegetazione sempre molto fitta dove l’ombra delle piante rende particolarmente gradevole la camminata anche nelle giornate di forte calura estiva.
Un piacevole canto di uccelli accompagna quasi sempre l’escursionista mentre la flora del sottobosco fa bella mostra di sè specialmente in primavera. Dopo 600 mt. (5,0 km - 705 mt.) raggiungiamo la strada asfaltata che collega Chialminis a Villanova dove mancano solo 500 mt. alla conclusione dell’escursione.
Proseguiamo verso destra e dopo pochissimi mt. notiamo, sempre sulla destra, uno spiazzo recintato dove tra gli anni ’60 e ’70 fu costruito il pozzo “Bernadia 1” per la ricerca degli idrocarburi nel sottosuolo da parte dell’AGIP poi abbandonato poichè la quantità di petrolio era insufficiente per rendere economicamente conveniente la sua estrazione.

NOTE: Questo tracciato ripercorre antiche mulattiere e sentieri che un tempo rappresentavano le uniche vie di comunicazione fra le varie borgate. Con l’abbandono quasi totale delle attività agricole e con lo spopolamento della montagna queste importanti vie di collegamento non hanno più goduto della necessaria manutenzione ed ora si presentano in un stato di degrado.
L’escursione, che non prevede eccessivi dislivelli, misura complessivamente circa 6 km di cui poco più di 1,5 su strada asfaltata e può essere portata a termine in circa 2 ore.
Come già ricordato nella descrizione dell’escursione si raccomanda la massima cautela nell’attraversare il tratto di sentiero interessato da una scarpata sulla sinistra.

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 140 mt.
SVILUPPO TOTALE DEL CIRCUITO: 6 km
PUNTO PIU’ ALTO: 680 mt.- piazza di Villanova
PUNTO PIU’ BASSO: 550 mt. - Rio Preoreach

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