Escursione del Borgo Dolina

foto0201.jpgSEGNAVIA BIANCO-ROSSO CONTRADDISTINTO DALLA LETTERA “I”

L’itinerario parte dall’Osteria con Cucina “La Zucule” salendo verso la piazza principale di Villanova delle Grotte (680 mt.). Da qui si prosegue alla sinistra del cimitero, seguendo sempre il segnavia contraddistinto dalla lettera “I”, lungo la strada asfaltata che porta a Chialminis (ignorando quella che scende a B.go Zajama). Dopo 500 metri si raggiunge lo spiazzo transennato, dove tra gli anni ’60 e ’70 fu costruito il pozzo “ Bernadia 1” per la ricerca degli idrocarburi nel sottosuolo da parte dell’AGIP poi abbandonato poichè la quantità di petrolio era insufficiente per rendere economicamente conveniente la sua estrazione. Abbandonata la strada asfaltata si imbocca a destra il sentiero, che dopo aver raggiunto il M.te Zacounich (894 mt.), prosegue fino alla strada che collega Villanova al M.te Bernadia.
  Il sentiero nella parte iniziale è un po’ ripido ma prosegue poi all’interno di una fitta vegetazione con dolci saliscendi. Dopo 200 metri (0,9 km - 733 mt.) si passa nelle vicinanze del serbatoio di un acquedotto e cammin facendo si possono notare vari terrazzamenti in pietra e muri a secco, chiaro indizio di antiche delimitazioni di appezzamenti coltivati.
  Al bivio successivo si prosegue a destra e qualche centinaio di metri più avanti ci si inoltra all’interno di un boschetto di conifere (1,6 km - 766 mt.) al termine del quale il sentiero prosegue in falsopiano verso sinistra per giungere ad una successiva biforcazione (1,8 km - 770 mt.). Da qui si sale a destra verso il M.te Zapolic (791 mt.) mentre la traccia di sentiero che si dirige a sinistra permette di raggiungere Chialminis in meno di venti minuti.
  La vegetazione è molto fitta ed è composta essenzialmente da grossi frassini, castagni, e qualche tiglio. Si possono notare anche parecchi faggi che vegetano all’interno delle doline grazie al particolare microclima fresco e umido ivi presente. Solitamente i faggi si trovano a quote superiori e la loro presenza sul M.te Bernadia evidenzia il tipico fenomeno dell’inversione termica delle doline. Il sottobosco è caratterizzato nel periodo primaverile da fioriture particolarmente suggestive.
  Il sentiero continua su un falsopiano (2,1 km - 785 mt.) fino a raggiungere una zona disboscata che si supera proseguendo diritti. Al termine del sentiero (2,6 km - 780 mt.) si scende sulla rotabile che porta al M.te Bernadia (2,9 km - 795 mt.) proseguendo poi a sinistra per circa 400 metri prima di imboccare una pista forestale in leggera discesa.
  In questo punto l’itinerario incrocia il Circuito delle Grotte per proseguire poi su un unico tracciato. Da qui alla fine dell’escursione le indicazioni sono contraddistinte dalle lettere “D” e “I”. Al termine di una breve discesa (3,1 km - 760 mt.) s’imbocca a destra il sentiero che con un continuo saliscendi ci riporta a Villanova dopo circa 2 km.
Lungo tutto il tracciato all’interno del bosco sono ben evidenti i segni degli scavi provocati dai cinghiali e dai tassi, a caccia di tuberi e rizomi delle piante nel sottobosco.
  Dopo 200 metri (3,3 km - 760 mt.) si attraversa l’ennesima piccola formazione artificiale di conifere e poco più avanti (3,6 km - 750 mt.) si transita nei pressi dei ruderi di alcune casere abbandonate. All’interno di una dolina sulla destra si erge maestoso un grosso abete. A monte del sentiero troviamo per lunghi tratti muri in pietra costruiti a secco ed anche parecchi terrazzamenti. Gran parte di queste pietre erano state ricavate a seguito della bonifica e del dissodamento dei terreni circostanti trasformati nei primi decenni del secolo in estese pendici di pascolo.
  Da questo punto si scende per continuare poi su un falsopiano fino a raggiungere un piccolo rigagnolo generalmente privo d’acqua e subito dopo, portandosi sulla sinistra, si raggiunge quota 730 metri (4,1 km). Il sentiero riprende a scendere inoltrandosi ancora in un boschetto di conifere (4,2 km - 710 mt.) dove il fondo in terra battuta può risultare sdrucciolevole.
  Usciti dal boschetto il sentiero sale per l’ultima volta per un breve tratto prima di ridiscendere verso la sorgente Mlacina dove troviamo una vasca di raccolta acqua, delimitata da un muretto e da elementi sagomati in pietra (4,5 km). E’ un luogo particolarmente interessante visto che si sviluppa in un’area carsica nella quale le sorgenti superficiali sono del tutto assenti o rare. Da qui in avanti il tragitto prosegue quasi sempre leggermente in discesa (4,7 km - 670 mt.) ed il fondo in lastricato, alternato a terra battuta, ha una larghezza di quasi due metri.
  Tutt’attorno si notano sempre terrazzamenti all’interno delle conche carsiche che un tempo qui venivano coltivate in quanto il terreno delle doline, a causa dell’accumulo del materiale vegetale, risulta ricco di humus, contrariamente alle zone rocciose circostanti scarsamente fertili. Al tempo stesso il fatto che presentino sul fondo un condotto drenante, permette il dilavamento dell’eccesso di calcare, che in altri luoghi invece permane rendendo improduttivo il suolo per scopi agricoli.
  Un incessante abbaiare di cani (i veri guardiani della borgata) ci segnala che ci stiamo avvicinando così alle prime case di B.go Dolina (4,9 km - 668 mt.). La struttura urbana e le tipologie architettoniche del borgo si sono ben conservate e sono state adeguatamente ristrutturate dopo il sisma del ’76 con largo uso di pietre faccia vista e legno e pertanto rappresenta uno dei pochi esempi di insediamento a testimonianza dello stile di vita passato. Si prosegue sulla via centrale di questo originale agglomerato di abitazioni e dopo alcune centinaia di metri si raggiunge l’Osteria con Cucina “La Zucule” (5,2 km - 667 mt.).

NOTE: Si tratta di un percorso ampio e quasi pianeggiante, con minimi dislivelli, che si sviluppa all’interno dei boschi misti del M.te Bernadia, e di un territorio ricco di doline quasi esclusivamente su sentieri o mulattiere.
  Sul M.te Bernadia si incontrano rocce calcaree, costituite cioè in gran parte da carbonato di calcio. Queste si sono formate nel periodo Cretacico, circa 200 milioni di anni fa, per deposizione in ambiente marino tropicale. Gli strati rocciosi sono stati poi sollevati dalle imponenti spinte tettoniche che hanno formato l’arco alpino, spinte che hanno portato la Bernadia nella attuale posizione, facendola “scivolare” al di sopra dei più giovani colli eocenici di Sedilis e Ramandolo.
  Le rocce della Bernadia sono vulnerabili all’aggressione chimica dell’acqua piovana “acidificata”, andando incontro ad un processo noto come dissoluzione chimica. Ne scaturiscono una miriade di forme di dissoluzione, che comportano altrettante morfologie ben osservabili sulle rocce dell’altopiano: dalle scanalature carsiche ai campi solcati, dalle vaschette di dissoluzione alle grize, per poi passare a macroforme carsiche come doline, pozzi ed inghiottitoi.
L’escursione non presenta grosse difficoltà e la lunghezza complessiva del percorso supera di poco i 5 km.

DISLIVELLO COMPLESSIVO: circa 130 mt.
SVILUPPO COMPLESSIVO DELL’ESCURSIONE: 5,2 km
PUNTO PIU’ ALTO: inizio pista verso Villanova 795 mt.
PUNTO PIU’ BASSO: B.go Dolina 668 mt.

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