Cima Musi

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Dalla statale Tarcento- Uccea , 2 km. circa dal ponte sul Torre, appena oltrepassato il segnavia del sentiero 710/a (che conduce sul Gran Monte) si imbocca sulla sinistra una stradina sterrata (segnavia del sentiero CAI n.737 ) che oltrepassa il greto del Torrente Mea (possibilità di parcheggio) (691 m.).

La strada prosegue lentamente fino ad una baita, trasformandosi poi in sentiero. Superata l’area privata della baita si segue l’evidente sentiero segnalato che conduce e supera il Rio Tapotamor per poi immettersi sulla mulattiera del Monte Tamor ricoperto in primavera da ginestre. La stessa prosegue verso sinistra a lente svolte tracciate nella rada boscaglia , superando due canali ghiaiosi, per giungere poi ad una forcelletta che si apre sul versante opposto. Da questo punto il sentiero si fa più ripido fino a superare due canali per tacche intagliate e una sottile crestina sulla gola del Rio Zalodra (1089 m.). Un breve tratto esposto è assicurato da un cavo metallico e da un piolo. Superato il greto del Rio si riprende a salire con maggior ripidezza su terreno incespugliato sfiorando una sorgente di acqua freschissima fino ad una brusca deviazione a destra che risale un piccolo prato. Entrati in un ripido e faticoso colatoio si risale lentamente fino ad un ampio canalone.

Tenendosi a destra ci si innalza fino allo sbocco terminale e, oltrepassatolo, si continua a sinistra sul fondo di un invaso ricoperto di vegetazione, verso un testone a quota 1492 e di seguito, a destra, su di un nuovo colatoio erboso, fino all’intaglio superiore. Si esce sull’ampia sella prativa con a sinistra lo spallone roccioso del M.Rusciè (m.1621), sul quale è posto il bivacco “Dino Brollo” (1675) (2,30 ore di cammino).

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Il bivacco è dedicato a Dino Brollo di Gemona, deceduto sul Bernina il 27 aprile 1991. Voluto ed eretto dalla famiglia e dagli amici il 28 agosto 1994 è stato donato alla Comunità Montana delle Valli del Torre. Dispone di 4+2 posti letto, stufa a legna, acqua piovana di recupero e all’esterno sono state installate alcune panche ed un tavolino. E’ sempre aperto e messo a disposizione degli escursionisti.

Dal bivacco il sentiero si inerpica sempre ripidissimo lungo una cresta rocciosa e il successivo canalone caratterizzati da prateria alpina ( assicurazione di fune metallica ), superati i quali si esce sull’affilata cresta finale dove bisogna ancora prestare attenzione ai successivi gradini erbosi e ad un ultimo passaggio sulle rocce terminali che conduce direttamente alla panoramicissima cima del M.Musi (m 1866 – libro e timbro di vetta).

Particolarmente interessante la flora alpina di questo ultimo tratto. Dalla cima del M. Musi si gode di un vastissimo panorama sia sull’Alta Val Torre che sulla Val Resia, sulle montagne circostanti fino alle dolomiti ed alla laguna di Marano ed il Mar Adriatico.

Dalla cima si può ridiscendere con l’itinerario di salita facendo, però, molta attenzione per l’esposizione del percorso.

C’è anche la possibilità di effettuare una interessante traversata per Sella Carnizza, caratterizzata dalla recente apertura del sentiero, parzialmente attrezzato, che consente di scendere alla forcella tra M.Musi e Cima sud (m.1842 – attrezzature) e quindi scendere nel catino ghiaioso nord del M.Musi (Madonnina) e attraverso le estese faggete settentrionali raggiungere Sella Carnizza (m 1072).

DIFFICOLTA’: Fino al rifugio Brollo non ci sono grosse difficoltà – Accesso alla cima del M.Musi solo per escursionisti esperti - Si consiglia la massima attenzione nel ritorno.
FINO ALLA CIMA DEL M.MUSI: dislivello totale circa 1200 metri – Altitudine min.691 metri e max. 1866 metri.
PERCORRENZA: Circa 4 ore.
SENTIERO: Segnavia CAI 737 . Cartina Tabacco foglio 026.

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