Escursione del Clanaz
SEGNAVIA BIANCO-ROSSI CONTRADDISTINTI DALLA LETTERA “O”.
Partiamo dalla piazza principale di Pradielis (354 mt.) e attraversiamo la bella passerella in legno per avviarci subito su un’ampia mulattiera lastricata che risale con moderata pendenza il versante settentrionale del colle ove è ubicata Lusevera. La mulattiera (collegante i due centri principali dell’Alta Val Torre, Pradielis e Lusevera) rappresentava l’antica via di unione tra questi abitati e fu abbandonata soltanto in seguito alla costruzione della rotabile Vedronza-Lusevera.
L’itinerario interessa poi l’abitato di Micottis, costituendo così un anello che racchiude alcune interessanti valenze storico-naturali del territorio. Molti sono infatti i punti di interesse su questo percorso: lastricatura, antiche sorgenti, strati geologici, panorami ecc. La larghezza della mulattiera è di circa un metro e mezzo. La lastricatura è ottimamente conservata nel tempo e solo in pochi punti, nel primo tratto, mancano i cordoli laterali o qualche pietra della pavimentazione. Passato un primo ponticello in legno il percorso gira verso destra e con un paio di tornanti affronta il pendio. Attraversiamo poi un secondo ponticello in cemento (0,3 km - 389 mt.) costruito sul canale di derivazione della ex centrale idroelettrica di Vedronza costruita agli inizi del ‘900 su proggetto del Malignani. La costruzione del canale mobilitò le maestranze locali che furono impegnate tra l’altro anche nella realizzazione di una galleria lunga un centinaio di metri per mantenere costante la pendenza del canale, opera ardita che rappresentò un motivo di vanto per gli operai che la realizzarono. Nei pressi dell’attraversamento vi sono alcuni tratti di percorso interessati da smottamenti, seppur di limitata entità, che a volte restringono la sezione ed altre volte ne interrano o danneggiano la lastricatura. Ad un certo punto la lastricatura scompare definitivamente, la sezione si restringe ad un metro circa ed il fondo diventa di terra battuta. Da questo punto in poi le pendenze aumentano ed il sentiero si inoltra in un bosco artificiale di conifere. Al termine della salita il cammino prosegue verso sinistra attraversando un falsopiano e subito dopo, anche se con pendenze non impegnative, riprende nuovamente a salire.
A metà salita troviamo una zona pianeggiante fiancheggiata da bassi muretti chiamata Martvo Pocivalo, un tempo utilizzata per la sosta di preghiera durante il faticoso trasporto delle salme da Pradielis alla chiesa ed al limitrofo cimitero di Lusevera, unico luogo autorizzato per i riti sacramentali. Fiancheggiamo così il rigagnolo che scende dalla località Crastie di cui sono già visibili in alto le sagome delle abitazioni. In questo ultimo tratto di salita il fondo del sentiero è in terra battuta intervallata da alcuni scalini con alzata in pietra. Poco sotto le case è ben visibile, sulla sinistra, un’antica sorgente, con vasca in pietra sormontata da un piccolo riparo in roccia. Il tracciato incontra infine gli scalini in cemento che conducono alla strada asfaltata (0,7 km - 450 mt.).
Dalla piazza del piccolo borgo raggiungiamo poi la piazza che si trova ai piedi della vecchia scalinata che conduce in cima al colle dove è stata ricostruita la chiesa di Lusevera (0,9 km - 484 mt.). Sulla destra della strada fa bella mostra di sè un vecchio lavatoio pubblico coperto, che sfrutta l’acqua di una sorgente sempre attiva, ancora perfettamente funzionante anche se non più utilizzato.
A destra della scalinata a non più di 100 metri troviamo il Museo Etnografico di Lusevera, che conserva numerosi oggetti della vita rurale: attrezzi e suppellettili, ma anche foto d’epoca e documenti. E’ interessante raggiungere la cima del colle, innanzitutto per visitare la nuova chiesa che conserva ancora e poi perché da qui è possibile ammirare un ampio panorama su tutta l’Alta Val Torre e sui monti che la circondano. Ritornati sui propri passi continuiamo sulla strada principale e dopo poche decine di metri transitiamo di fronte al Bar Trattoria ”Nova Coop” per terminare poi la discesa sulla strada comunale che sale da Vedronza (1,0 km - 463 mt.). Da qui giriamo a sinistra proseguendo verso Micottis. Sulla destra possiamo ammirare un bel panorama verso il M.te Bernadia e Villanova delle Grotte mentre di fronte si staglia la cima tondeggiante del Gran Monte. Continuiamo per circa 800 metri sulla strada asfaltata fino a raggiungere le prime case di Micottis. Cento metri dopo aver superato sulla sinistra un’area franosa di notevole spessore, interessata da curiosi fenomeni erosivi, giungiamo su uno spiazzo dove inizia il sentiero che scende verso Pradielis (1,8 km – 484 mt.).
La prima parte della discesa si presenta con fondo ampio in terra battuta che a tratti svela una pavimentazione in pietra. Appena iniziato il sentiero, bisogna ignorare la strada sterrata che sale a destra e che porta ad una casera restaurata. In questo punto sono ben visibili tracce di antichi terrazzamenti sostenuti da muri a secco anche di una certa entità. Molti di questi manufatti stanno soccombendo all’avanzare della vegetazione arborea che ne minaccia seriamente la stabilità con i possenti apparati radicali. Il sentiero continua in discesa restringendo la sezione ed aumentando la pendenza. Le tracce di lastricatura ad un certo punto scompaiono per lasciare spazio ai lati del sentiero a profumatissimi fiori che nel periodo primaverile ravvivano il paesaggio anche con vivaci colorazioni.
Quando la vegetazione arborea, composta in particolare da aceri a da frassini, si fa più fitta, circa a metà percorso ci troviamo a guadare consecutivamente alcuni ruscelli quasi sempre privi d’acqua. Il sentiero è interessato in più punti da restringimenti di sezione e saliscendi dovuti a piccoli smottamenti (2,6 km - 385 mt.).
La pendenza del sentiero aumenta decisamente in prossimità del fondovalle dove il terreno argilloso diventa sdrucciolevole soprattutto nelle stagioni intermedie. Superato un boschetto artificiale di conifere ci portiamo in una zona aperta, con ampie superfici prative ora in fase di naturale rimboschimento. Attraversato nuovamente il canale della ex centrale idroelettrica, il percorso incontra la piana del Torre (ad un centinaio di metri dalla sua riva sinistra) dove si immette in una strada bianca che conduce in breve al ponte sul torrente. E’ interessante soffermarsi sul ponte del Torrente Torre (3,0 km - 370 mt.), per uno scorcio sul paesaggio torrentizio e sulla valle aperta verso nord tra Gran Monte ed il M.te Postoncicco con lo sfondo delle pareti aspre e selvagge dei Musi, per proseguire poi verso l’abitato di Pradielis su un’ampia strada asfaltata. Prima di terminare questo breve tratto di strada asfaltata è visibile a sinistra anche il vecchio lavatoio di Pradielis. Raggiunta la SS 646, che porta a Passo Tanamea proseguiamo a sinistra e dopo poche centinaia di metri raggiungiamo nuovamente la piazza di Pradielis.
NOTE: L’escursione non presenta grosse difficoltà se si esclude la scalinata che conduce a B.go Crastie e l’ultima parte del sentiero che da Micottis riporta a Pradielis con qualche insidia nascosta in caso di umidità persistente del terreno. L’intero anello misura circa 4 chilometri e l’escursione può essere portata a termine in meno di due ore.
DISLIVELLO COMPLESSIVO: circa 130 mt.
SVILUPPO COMPLESSIVO DELL’ESCURSIONE: 4 km
PUNTO PIU’ ALTO: Lusevera 484 mt.
PUNTO PIU’ BASSO: Pradielis 354 mt.


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