M. Cadin

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Dalla strada statale Tarcento-Uccea, appena oltre le sorgenti del Torre, si oltrepassa a sinistra il ponte e si sale all’abitato di Musi Tanataviele (m.619),( parcheggio sulla piazzetta del paese). Sulla sinistra del muro paramassi a protezione delle case inizia il sentiero contraddistinto dal segnavia CAI n.709.

Si cammina prevalentemente in piano verso Ovest superando in breve il letto di alcuni ruscelli. Abbandonata la boscaglia di carpino si inizia a salire all’ombra del pino silvestre che subito cede il passo al pino nero. Usciti da un selvaggio canale roccioso, già si apre una bella panoramica verso Est con l’abitato di Musi in primo piano e la valle del Mea che si dispiega alle sue spalle. Si prosegue sul sentiero che non presenta mai pendenze eccessive fino a superare una specie di portale di roccia friabile di accesso alla bella faggeta che caratterizza il comprensorio boschivo di Plan di Tapou (886 m.).

Il sentiero, tornato pianeggiante, porta in breve ad un bivio dove una traccia di sentiero si stacca sulla destra.

Si comincia a risalire sul versante sinistro l’ampio vallone che prende origine proprio alla base del Cadin, fino a toccare la larga sella erbosa posta appena sotto le tre cimette che costituiscono il Monte Tapou (1100 m.). L’ampia pala erbosa che si dispiega dalla forcella verso oriente, luogo adesso scelto dagli appassionati del parapendio per i loro lanci, veniva un tempo utilizzata per la fienagione.

Ci si porta alla sua sommità seguendo il sentiero che sulla sinistra si alza tra una fitta boscaglia di noccioli e sorbi. Poco oltre si raggiunge il bivio con la traccia che scende direttamente a Tanataviele.

Ancora una entrata ed una uscita dalla vegetazione arborea ed ecco che ci si trova definitivamente allo scoperto. E’ una salita un po’ problematica a causa della scivolosità del pendio erboso e del sentiero non molto visibile. Più in alto l’appoggio si fa più sicuro e con relativa facilità si giunge all’imbocco del canale che sale in cresta. L’erba si infittisce nuovamente e la pendenza si fa sentire. Più in alto il cammino è facilitato da una fune metallica collocata per superare un tratto ancora più pendente. Per chiudere l’ascesa manca la breve ed aerea attraversata sulla sottile cresta (m.1818 libro e timbro di vetta). Particolarmente vasto il panorama sia sul versante della Val Resia che su quello della Val Torre e sulla montagne circostanti.

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C’è la possibilità di proseguire, scendendo a nord, verso la Val Resia.

Per chi preferisce rientrare a Musi durante la discesa si raccomanda la massima prudenza.

Giunti al bivio si può scendere direttamente a Tanataviele per località Tasaiebomenta prima e poi nell’orrido del vallone di Rio Zaturan.

DIFFICOLTA’: Escursionisti esperti
FINO ALLA CIMA CADIN : dislivello m. 1200 - Altitudine mini. m.619 e max. m.1818
PERCORRENZA: 4/5 ore
SENTIERO: segnavia CAI 709 - 740 . Cartina Tabacco foglio 26

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