M. Plagne
Sulla statale Tarcento-Uccea, al bivio per Uccea, si gira a sinistra e si sale al paese proseguendo poi verso la chiesa parrocchiale ( possibilità di parcheggio) (720 m.). Si prosegue sulla stradina per trecento metri e qui si innalza subito il sentiero (segnavia CAI n.733) che prosegue fino a quota 765 (acqua potabile) per poi salire deviando leggermente sulla destra in direzione di un gruppetto di stavoli disabitati.
Proprio alle loro spalle si abbandona il sentiero principale per continuare su un largo costone prativo. Ci si trova nuovamente coperti dalle fronde dei faggi che qui, la fanno veramente da padroni.
A quota m.1014 troviamo l’ennesimo gruppo di stavoli abbandonati ombreggiati da alte piante di frassino. Si prosegue poi la salita ai piedi di un vero e proprio filare di vecchi faggi piantati un tempo per delimitare i pascoli. All’incrocio successivo si devia a sinistra, passando nuovamente nelle vicinanze di un’altra grande malga in rovina dove per un tratto la salita si fa più dolce.
Terminata una serie di tornantini , ne inizia una nuova di tornanti lunghi e quasi pianeggianti che attraversano un curatissimo bosco ceduo servito da una teleferica.
Si inizia poi, in leggera discesa, ad aggirare la sommità del Monte Caal uscendo finalmente allo scoperto di fronte alla malga. La rotondeggiante e semiboscata cima del Caal (1297 m.) può essere raggiunta in pochi minuti risalendo direttamente il pendio sulla destra.
Il sentiero scende invece ancora per un breve tratto fino alla forcelletta di quota 1238 m per poi risalire il pascolo sul versante opposto per fitto erbaio. Riprende poi la mulattiera salendo a destra sotto le pendici del Monte Banera, proseguendo lungamente a costa fino ad un mammellone erboso a m. 1504 in prossimità di un vecchio vascone per la raccolta di acqua piovana.
Per traccia sottile ben segnalata, il sentiero quindi sale diritto alla cresta raccordandosi al sent.n.731 per il quale in breve si giunge in cima al Monte Plagne (m.1663). Cippo di confine Italo –Sloveno.
Dal Monte Plagne sempre in quota si prosegue per il Monte Guarda , cima facilmente raggiungibile con una breve salita su terreno aperto. Da questo monte si apre una ampia vista a 360° che diviene assolutamente spettacolare sulla val Resia, che da qui si svela in tutta la sua entità geografica. Dalla parte opposta invece si dispiega, mostrando la cicatrice verde smeraldo disegnata dal suo fiume, la valle dell’Isonzo.
Dal Monte Guarda puntando verso est ci si può portare al Bivacco CAI di Manzano. Raggiunta la sottile cresta sempre correndo sulla linea di confine con la Slovenia, tra resti di trinceramenti della Grande Guerra, ci si porta all’inizio del lungo attraversamento che ci consente di aggirare alla base la piramide rocciosa della Baba Piccola. Si prosegue in leggera discesa superando un largo impluvio erboso. Aggirato lo sperone occidentale della Baba Piccola, ci troviamo improvvisamente accolti dal meraviglioso anfiteatro racchiuso tra lo Slebe e le Babe. A pochissima distanza davanti a noi spicca il rosso rivestimento del Bivacco CAI di Manzano sovrastato dall’incombente mole del torrione Mulaz. Percorsa una breve salita ci troviamo nel punto in cui diparte il sentiero che in breve consente di raggiungere il Bivacco. Il Bivacco CAI di Manzano è dotato di 12 cuccette.



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